Centro per il libro e la lettura

Julia Deck è la vincitrice del Premio Lattes Grinzane 2026

Julia Deck con Ann d’Inghilterra, edito da Adelphi, è la vincitrice della XVI edizione del Premio Lattes Grinzane, riconoscimento internazionale intitolato a Mario Lattes e organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, che fa concorrere insieme autori italiani e stranieri ed è dedicato ai migliori libri di narrativa pubblicati nell’ultimo anno. A decretare il libro vincitore sabato 17 ottobre, al Teatro Sociale ‘Giorgio Busca’ di Alba (Cuneo), sono stati i 400 studenti e studentesse delle giurie scolastiche, provenienti da 25 istituti (24 italiani e uno straniero, quest’anno francese, un liceo di Avignone), chiamati a leggere e valutare i cinque romanzi finalisti scelti dalla giuria tecnica presieduta da Loredana Lipperini: un percorso che pone le nuove generazioni al centro della vita del Premio e trasforma la lettura in un’occasione di confronto diretto con gli autori e con i grandi temi della contemporaneità.

Nel corso della cerimonia sono intervenuti Valter Boggione, vicepresidente della Fondazione Bottari Lattes e coordinatore della giuria tecnica, ed è stato letto un messaggio del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che ha lodato l’impegno culturale della Fondazione. Giuseppe Iannaccone, presidente del Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura, ha sottolineato il valore della lettura come strumento di dialogo e formazione, evidenziando l’importanza del coinvolgimento delle studentesse e degli studenti. La vicesindaca Caterina Pasini, assessora alla Cultura e al Turismo, ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale di Alba, che ha sottolineato il radicamento territoriale del Premio, definito uno degli appuntamenti culturali più importanti della città.

Gli altri finalisti di questa edizione sono stati Mathias Enard con Disertare (e/o, traduzione di Yasmina Melaouah), Andrew Miller con La terra d’inverno (NNE, traduzione di Ada Arduini), Andrew Porter con La vita immaginata (Feltrinelli, traduzione di Ada Arduini) e Clara Usón con Le belve (Sellerio, traduzione di Silvia Sichel). La scrittrice francese Julia Deck con il romanzo “Ann d’Inghilterra” (Adelphi, traduzione di Yasmina Melaouah) è la vincitrice della XVI edizione del Premio Lattes Grinzane, riconoscimento internazionale intitolato a Mario Lattes e organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, che fa concorrere insieme autori italiani e stranieri ed è dedicato ai migliori libri di narrativa pubblicati nell’ultimo anno. La proclamazione è avvenuta questa sera, s

La Giuria Tecnica del Premio, che lo scorso aprile aveva indicato l’opera di Deck tra quelle finaliste, aveva motivato così la sua decisione: “Il libro si apre con un significativo esergo di Doris Lessing: “Ho passato la vita alla ricerca”, che suggerisce il metodo e la ragione che stanno alla base di un insolito romanzo che si muove sul confine che separa la finzione biografica dalla biografia. Per riferimenti precisi e facilmente verificabili l’io autodiegetico che racconta è riconducibile all’autrice, ma poi, in definitiva, anche l’io cosa sa davvero della propria storia, nel caso specifico della propria madre, delle ragioni della sua distanza, dei sentimenti ambivalenti che a dispetto di tutto hanno legato e che legano a lei? E poi, non è forse vero che ogni scrittura comporta un’alterazione del reale, così come la comporta la memoria, che deve constatare i vuoti, i fraintendimenti del passato, o la vita, ricca di omissioni, di domande che non si è avuto la lucidità o il coraggio di formulare?  Nell’intrecciare le vicende, i sentimenti di due personaggi (Ann d’Inghilterra – un nome che è già un tributo di rispetto e un riconoscimento di dignità –  e la di lei figlia divenuta scrittrice) Julia Deck propone coraggiosamente ai suoi lettori, abituati finora a ‘romanzi-romanzi’, il percorso di un’inchiesta privata, il tentativo di una comprensione tardiva, mentre mostra come la fragilità, la vecchiaia, la malattia – emarginate nella società consumistica e indifferente nella quale viviamo – possano rappresentare momenti nei quali le relazioni umane riacquistano senso, l’emozione prende il posto del pregiudizio e del risentimento, facendo riemergere con la tenerezza la necessità di ‘prendersi cura’ e il bisogno sia pure tardivo di capire. A emergere dal racconto (che nel 2024 ha vinto in Francia il Prix Médicis, e che appare in Italia nella bella traduzione di Yasmina Melaouah) sono due straordinarie figure di donna in grado di battersi contro le difficoltà con una forza di volontà che le accomuna come un legame genetico, portando la prima a farsi spazio in un paese diverso da quello di origine, che la farà sempre sentire foreigner e stranger, inducendo la seconda a confrontarsi e mettere in discussione il proprio io mentre si batte contro la colpevole inerzia e inefficienza della sanità preposta agli anziani”.

Anche quest’anno la cerimonia è stata inserita all’interno del programma culturale della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba e proprio dalle riflessioni intorno a questo prezioso prodotto si è sviluppata la lectio magistralis del Premio Speciale Amitav Ghosh. “Mediante il cibo gli esseri umani si relazionano con l’ambiente circostante e con i luoghi in cui vivono” ha detto, tracciando un parallelismo tra il tartufo bianco e la noce moscata, che per secoli è stato considerato il prodotto alimentare più pregiato al mondo. Nel corso della lectio, Ghosh ha esplorato i temi del colonialismo, del capitalismo e della crisi climatica, spiegando come il valore di certi cibi sia intrinsecamente legato al luogo di provenienza, ma anche come tali legami siano fragili, interrogandosi: “qual è il significato del luogo nella cultura umana, e in che modo gli esseri umani possono mettersi in relazione coi luoghi in cui vivono, tanto più in tempi come i nostri, in cui tutti gli esseri viventi vengono sradicati, sfollati e allontanati per effetto dei molteplici fattori dell’odierna crisi planetaria?”

I premiati

Julia Deck è nata a Parigi nel 1974, da padre francese e madre inglese. Dopo aver studiato Lettere alla Sorbona, ha trascorso un anno a New York. Di ritorno a Parigi, diventa giornalista free lance. Ha pubblicato cinque romanzi tradotti in numerose lingue, così come un libro autobiografico Ann d’Inghilterra, che si è aggiudicato il Premio Médicis 2024.

Amitav Ghosh, nato a Calcutta nel 1956, vive a New York. È autore di numerosi libri di successo, tradotti in più di trenta lingue, tra cui i romanzi Il cerchio della ragione, Lo schiavo del manoscritto, Il cromosoma Calcutta, Il palazzo degli specchi, Il paese delle maree, L’isola dei fucili, il saggio La maledizione della noce moscata, il racconto in versi Jungle Nama e l’apologo La montagna vivente. Oltre all’amatissima trilogia della Ibis (Mare di papaveri, Il fiume dell’oppio e Diluvio di fuoco), Einaudi ha pubblicato anche Fumo e ceneri, Circostanze incendiarie, La grande cecità e Le linee d’ombra. Nel 2026, sempre per Einaudi, è uscito il suo nuovo romanzo, L’occhio fantasma. Nel 2024 gli è stato assegnato l’Erasmus Prize.

La giuria

I cinque romanzi finalisti e il vincitore del Premio Speciale sono stati scelti dalla Giuria Tecnica: presidente Loredana Lipperini (scrittrice, giornalista, conduttrice radiofonica), Marco Balzano (scrittore, poeta, italianista), Valter Boggione (docente di Letteratura italiana all’Università di Torino), Anna Dolfi (docente di Letteratura italiana nelle Università degli Studi di Trento e Firenze), Giuseppe Langella (docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università Cattolica e direttore del Centro di ricerca Letteratura e cultura dell’Italia unita), Alessandro Mari (scrittore, editor), Luca Mastrantonio (giornalista, critico letterario), Francesca Sforza (giornalista).

Condividi l'approfondimento

Cerca